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LA SCIVOLOSITÀ DEI PAVIMENTI IN PIETRA NATURALE

05. May 2008 17:05
(last updated: 21. February 2010 23:03)
Pubblicato in TECNOLOGIA, RESTAURO

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Si stima che ogni anno circa 60.000 persone a livello mondiale subiscono infortuni causati da cadute in spazi pubblici o comunque aperti; di queste circa 8.000 si fratturano l’anca o gli arti comportando lente guarigioni che richiedendo spese di risarcimento molto alte. Esiste una specifica norma il D. M. 236 del 14 Giugno 1989 (pubblicata nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 23 Giugno 1989, n. 145) che definisce i criteri di pericolosita' degli spazi pubblici o esterni coperti da una qualsiasi pavimentazione che tiene conto anche del fenomeno metereologico della pioggia e della relativa perdita di attrito:

(Foto: 'la scala della Ragione' in blocchi masselli di Rosso Verona al Palazzo del Comune di Verona opera realizzata nel 1447 )

Per pavimentazione antisdrucciolevole si intende una pavimentazione realizzata con materiali il cui coefficiente di attrito, misurato secondo il metodo della British Ceramic Research Association Ltd. (B.C.R.A.) Rep. CEC. 6-81, sia superiore ai seguenti valori: 0,40 per elemento scivolante cuoio su pavimentazione asciutta; 0,40 per elemento scivolante gomma dura standard su pavimentazione bagnata; I valori di attrito predetto non devono essere modificati dall’apposizione di strati di finitura lucidanti o di protezione che, se previsti, devono essere applicati sui materiali stessi prima della prova.

Le ipotesi di condizione della pavimentazione (asciutta o bagnata) debbono essere assunte in base alle condizioni normali del luogo ove sia posta in opera. Gli strati di supporto della pavimentazione devono essere idonei a sopportare nel tempo la pavimentazione ed i sovraccarichi previsti, nonchè ad assicurare il bloccaggio duraturo degli elementi costituenti la pavimentazione stessa.

Gli elementi costituenti una pavimentazione devono presentare giunture inferiori a 5 mm, stilate con materiali durevoli, essere piani con eventuali risalti di spessore non superiore a mm 2. I grigliati inseriti nella pavimentazione devono essere realizzati con maglie non attraversabili da una sfera di 2 cm di diametro; i grigliati ad elementi paralleli devono comunque essere posti con gli elementi ortogonali al verso di marcia. Inoltre la legge 626 del 1994 precisa che: (Art. 33) “i pavimenti dei locali devono essere esenti da protuberanze, cavità o piani inclinati pericolosi, devono essere fissi, stabili e antisdrucciolevoli” Il “coefficiente di attrito” viene invece spiegato nel D.M. 236.
Il coefficiente di attrito viene misurato da un apparecchio elettromeccanico che si chiama dinamometro, tale apparecchio viene appoggiato sulla superficie, si applica una tensione al cavo che si collega allo strumento e, quando quest’ultimo si muove, un display esprime con dei numeri il coefficiente di attrito statico che si è dovuto vincere per metterlo in movimento. Se il coefficiente supera lo 0,40 sarà a norma e quindi sicuro, in caso contrario molto pericoloso.
Fortunatamente esistono prodotti di facile applicazione che rendono antisdrucciolevoli e certifica a norma di legge graniti lucidi a piombo, marmi, agglomerati, porcellane di vasche da bagno e piatti doccia.

Un’interessante esempio è stato fornito da un levigatore lombardo in una recente fiera dove è stato possibile sperimentare i risultati dell’applicazione chimica con risultati veramente sbalorditivi.

maggiori informazioni: www.ggubert.it



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